Le curiosità di Fiuggi |
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Per voi ne raccoglieremo una rappresentanza, cosi, tanto per gradire farvi respirare un po della magia che solo a Fiuggi Si può respirare.
La profezia della magaDurante la guerra tra Anticoli e Guarcino, per conoscere l’incerto esito di una battaglia, il capitano guarcinese Bonetto Floridi varcò con grave rischio le linee nemiche allo scopo di consultare una maga che viveva nelle grotte anticolane. Con una frase sibillina la maga predisse al condottiero che "avrebbe vinto la battaglia ma sarebbe stato preso". La profezia si verificò con esattezza: il capitano vinse la battaglia e poi fu "preso" dalle grazie di una bella anticolana.
La festa delle stuzzePer la sua originalità la festa delle stuzze (lat. Stipulae, stoppie) è forse unica nel suo genere. Secondo una leggenda che risale al 2 febbraio 1298, Anticoli stava per essere attaccata nell’oscurità della notte da ignoti nemici quando improvvisamente apparve tutta immersa nelle fiamme, per il miracoloso intervento del protettore S. Biagio.
Allora i malintenzionati credendo di essere stati preceduti da altri assalitori, si allontanarono ed il paese fu salvo. In omaggio alla tradizione e alla leggenda il simbolico rogo di quella lontana notte viene ogni anno ricordato con l’accensione di grandi falò. Interi tronchi ardenti vengono portati a spalla per le vie del paese al grido di "viva S. Biagio", in un andirivieni festoso che dura dal tramonto fino a notte fonda.Un albero storico
Trilussa: "un giorno che Dio Bacco se sentiva un non so che ner fegato e ner core se fece fa na visita e er dottore je disse: "Questa è sbornia progressiva; se volete guarì ce vò na cura de quattro o cinque giorni d’acqua pura". Bacco rimase male e je rispose: "Farò sto sacrificio! E’ necessario: Ma prima vojo vede er campionario de l’acque più leggere e più gustose Perchè, fra tante, possa sceje quella che nun me comprometta le udella". N’assaggiò piu de cento inutirmente. Er bicchiere restava sempre pieno: "Questa no… questa mai… questa nemmeno… è pesante… nun va… nun sa de gnente…" Ma appena che je dettero un bicchiere d’acqua de Fiuggi, er Dio cambiò parere. Se ne scolò tre litri in un momento r quanno intese che faceva effetto s’agguattò tra le piante d’un boschetto dicenno fra se tutto contento: "Li carcoli più belli de la vita so quelli dell’entrata e dell’uscita". |
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